Pubblico nuovamente la traduzione di un articolo (Non mi invento niente! Lo sottolineo per quei poveri disgraziati, spesso trafficanti, che non capiscono cosa sia una traduzione e mi accusano ogni volta di falso.) che avevo già pubblicato. Ho ritrovato lo stesso fatto spiegato in modo più completo. La visione che offre della disputa, merita molta attenzione. Apre  e conferma un mondo... di possibile sperimentazione animale (vivisezione fà brutto).
In sintesi. Un rifugio non darà più i suoi gatti malati alla clinica universitaria e ne nasce un caso nazionale dove è chiara, prima di ogni altra cosa, che la confusione governa tutto e che neppure gli addetti ai lavori, hanno le idee chiare. Può anche essere che la confusione che si evidenzia in tutta questa storia, sia abituale ed opportuna in quanto funzionale al sistema, nei molteplici casi in cui i direttori dei rifugi, non fruendo di programmi televisivi in merito, non si accorgono che si tratta di sperimentazione!
E' anche da tenere in considerazione che i toni sono necessariamente accomodanti, dato che il tema era/è delicatissimo e generalmente totalmente censurato.

Il rifugio fà una dichiarazione alla clinica universitaria (qui):
“Non voglio più far partecipare i miei animali a studi sui farmaci” afferma il direttore del rifugio Rainer Kordel.
Il rifugio Eifeltierheim di Altrich non darà più (quante altre volte e quanti?)i suoi ospiti infetti alla clinica universitaria di Monaco per studi condotti sugli stessi. Il motivo: le autorità preposte all’approvazione considerano i test sui farmaci non ancora approvati come sperimentazione sugli animali. Il direttore del rifugio pensava che venissero condotte ricerche su farmaci approvati. Inoltre obietta che gli animali da compagnia non sono ammessi per tali ricerche.
Altro sull’argomento

30.01.2011
Dalla nostra redattrice Marion Maier

Altrich/Monaco. Rainer Kordel, direttore del rifugio di Altrich Eifeltierheims, attualmente sovraffollato, è contrariato: “Sembro lo scemo della nazione”, afferma. Naturalmente aveva preso in conto le critiche che avrebbe scatenato la sua decisione di concedere sette gatti infetti da Aids alla clinica universitaria di Monaco per uno studio sui farmaci (ne ha parlato la televisione). Non aveva però pensato che le critiche potessero contenere della verità, vale a dire che si trattasse di sperimentazione sugli animali.
 Ciò è stato confermato dal governo della Baviera del nord in una trasmissione televisiva sulle ricerche che avrebbero dovuto partire in febbraio alla clinica universitaria di Monaco come sperimentazione sugli animali, anche se si tratta di sperimentazione sugli animali approvata. 

Qual è la differenza fra studio e sperimentazione sugli animali? Secondo il referente delle autorità Heinrich Schuster, le sperimentazioni sugli animali sono operazioni volte a testare un farmaco che può avere effetti sugli animali. Sono condotte a scopo scientifico. Al contrario, lo studio clinico riguarda un farmaco già testato sugli animali. Questi studi testano il farmaco, prima dell’approvazione, su un numero il più ampio possibile, di pazienti in condizioni quotidiane.
 
Il direttore del rifugio Kordel si sente ingannato dai ricercatori di Monaco. Questi avevano trasmesso l’impressione che il farmaco fosse già stato testato e che non erano più necessarie sperimentazioni sugli animali. La professoressa Katrin Hartmann, direttrice del centro di Monaco di medicina veterinaria aveva affermato: “Il farmaco è già stato testato sugli animali, noi non possiamo fare sperimentazione animale”.

Karin Hartmann dice di non capire le accuse di Kordel. Dichiara di non essere sicura che la sua collaboratrice abbia spiegato correttamente le cose.


  Lei stessa confonde i concetti. Da una parte parla di uno studio clinico sull’efficacia e sugli effetti collaterali del farmaco. Le ricerche preliminari sulla tossicità erano state condotte in un’altra università. Dall’altra parte loda le severe norme di legge tedesche che valuterebbero tali studi come sperimentazione sugli animali.


Vi è molta irritazione fra Altrich e Monaco. Per Kordel è tutto chiaro: “Abbiamo violato la legge quando abbiamo dato i nostri animali per le ricerche. (Però li hanno dati e chissà quanti e quante volte. Saranno tornati guariti o erano troppo malati per guarire?Che fine avranno fatto?) Ciò ha danneggiato la nostra immagine” (se l'immagine ne risente, ne risentono anche le donazioni, questo il problema). 
Alla base sta che i ricercatori disponevano della concessione eccezionale (concessione eccezionale si fà per dire...) di testare il farmaco su pazienti (i pazienti sono i gatti randagi ospiti del rifugio) anziché su animali allevati a scopo di sperimentazione, ma questa concessione si applica solo agli animali dei privati. (qui) la legge che lo stabilisce e sotto riportata.
  
Il referente delle autorità Schuster afferma: "Nella procedura di concessione non si era parlato che gli animali provenissero da rifugi.” Il governo ha quindi contattato il centro di medicina veterinaria per parlare con un referente prima di comunicare ai media se intendesse procedere contro la clinica.

Karin Hartmann (la responsabile della sperimentazione) non vede problemi su questo argomento. Dall’inizio sarebbe già stato programmato di cedere agli studenti di medicina veterinaria gli animali difficilmente adottabili data la loro malattia, afferma. Kordel non si convince. E’ contento di aver reso pubblico dall’inizio il suo intento.
Le ricerche di una animalista hanno consentito di scoprire i malintesi. Kordel non intende più concedere i suoi gatti a studi anche se ritiene che gli animali siano stati trattati bene a Monaco.

Ora spero sia chiara la manovra abituale che viene praticata per aggirare l'ostacolo e risultare perfetti. Essendo che i rifugi, nel racconto, non possono cedere randagi alla sperimentazione, questi vengono fatti adottare da chi li userà, in quanto come privati/studenti di veterinaria/medicina/la qualunque, possono cedere  le vittime agli istituti e tutto è in regola. In questo modo i rifugi avrebbero fatto delle adozioni e non ceduto, come in effetti è, animali alla sperimentazione.
E' palese la funzione di PRESTANOME degli studenti ed è ugualmente chiara la funzione dei prestanome in Germania, secondo questa legge, a dire che i NOSTRI RANDAGI DEPORTATI, GENERALMENTE INTESTATI A PRESTANOME, POSSONO PER LEGGE ESSERE VENDUTI DA QUESTI A CHI LI USERA' PER LA SPERIMENTAZIONE. Un esempio (qui) sull'uso possibile e addirittura "meritevole" di offerte, di disgraziati che sono stati "salvati" da chi in Italia è purtroppo di casa da tempo. Come questi, tutti gli altri commercianti che fanno carichi dei nostri cani, sempre privilegiando vecchi, malati, handicappati, chissà perchè...forse perchè ambiti dalle amorevoli mani degli studenti di veterinaria? O dagli amici degli studenti, o dai loro parenti? 
Quali i controlli in un Paese con simili leggi e senza una anagrafe canina di Stato?
Questo accade nel rispetto della legge. Quando la legge non viene rispettata, i carichi arrivano e ripartono senza tanti problemi. (qui)
Riprendiamoci il cuore, un grande cuore per sostenere con sensibilità e amore il mondo dei randagi, eliminiamo il portafoglio che ora lo comanda con menzogne ed abusi, praticati da commercianti mascherati da amanti degli animali. I randagi per i commercianti e per il loro dio denaro, sono solo MERCE che possono vendere ai laboratori. E' necessario impedirlo.
Alma Galli M.A.R.E.
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